L’ITALIA DEL PCI

NASCITA DEL PCI

Quando il Partito Socialista Italiano riunisce a Livorno, al Teatro Goldoni, dal 15 al 21 Gennaio 1921, il suo 17° congresso, al suo interno sono gia presenti e da tempo, i motivi di contrasto che porteranno alla divisione, alla scissione e alla conseguente nascita del Partito Comunista.

La causa ultima è la valutazione del 2° congresso dell’Internazionale Comunista di Mosca (la 3° Internazionale), l’accettazione o meno di 21 punti messi a base dell’adesione ad essa delle singole sezioni nazionali. Ancor prima, a far maturare orientamenti diversi all’interno del PSI sono stati l’atteggiamento da assumere nei confronti della guerra e dell’occupazione delle fabbriche, la collocazione in parlamento e nei confronti dei consigli di fabbrica.

Cosicchè la preparazione del Congresso Nazionale avviene gia sulla base di tre schieramenti che si riuniscono a parte (rispettivamente a Reggio Emilia, Firenze e Imola) e danno vita a tre mozioni che corrispondono alle tre frazioni in cui si è diviso il Partito:

1) RIFORMISTI (mozione d’Aragona) che accettano i 21 punti ma con una interpretazione autonoma che colloca la dittatura del proletariato a scelta transitoria e possibile solo a certe condizioni e si dichiara insofferente ad ogni autoritarismo;

2) COMUNISTI UNITARI (mozione Serrati) che accettano i 21 punti ma con la condizione che l’applicazione tenga conto delle particolari condizioni ambientali.

3) COMUNISTI PURI (mozione Bordiga-Terracini) con accettazione piena.

Messe ai voti le tre mozioni, quella dei comunisti puri resta in minoranza e allora Bordiga annuncia il distacco della sua fazione dal Congresso e convoca tutti i delegati della sua mozione per le ore 11 al Teatro San Marco, sempre a Livorno, per deliberare la nascita del “Partito Comunista d’Italia – sezione dell’Internazionale Comunista”.

A quel punto i delegati della 3° mozione si incamminano verso il Teatro San Marco al canto dell’Internazionale.

Il primo a prendere la parola all’interno del teatro è il rappresentante dell’Internazionale comunista, il Russo Kobakciuk, che porta il saluto in francese e viene interrotto spesso da lunghi applausi.

Seguono i saluti dei rappresentanti delle altre sezioni straniere presenti.

Si passa poi ai veri e propri lavori congressuali che consistono soprattutto nell’approvazione del nuovo Statuto, nel quale viene specificato che il PC d’Italia avrà la sua sede a Milano e che le sue pubblicazioni consisteranno nel settimanale “Il Comunista” e il quotidiano Torinese “L’Ordine Nuovo”.

Viene poi eletto il Comitato Centrale che risulta composto da 15 persone: Gramsci, Greco, Bombacci, Bordiga, Marabini, Misiano, Parodi, Gennari, Raponi, Farina, Serra, Belloni, Fortichiari, Terracini e Polano, che rappresenta la federazione giovanile, parte costitutiva del novo Partito.

Si provvede poi alla nomina di un comitato esecutivo di cinque persone che si insedierà e opererà a Milano: Bordiga, Fortichiari, Terracini, Grieco e Raponi. Il rappresentante permanente della Internazionale Comunista sarà Gennari.

Si esce dal Teatro San Marco la sera tardi del 21 Gennaio 1921, al canto dell’Internazionale.

Il PCI è nato.